IMBARCO: Atene (Pireo)
SBARCO: Cefalonia (Isole Ionie)
Sia Atene che Cefalonia sono servite da aeroporti internazionali.
Circa 180 miglia in una settimana: non è una tappa balneare, è una tappa di viaggio. Il ritmo è sostenuto, le navigazioni sono quotidiane, ma ogni approdo racconta qualcosa di diverso dalla Grecia che si vede nelle cartoline. Luoghi autentici, fuori dai percorsi turistici classici, che ripercorriamo in senso inverso rispetto al viaggio dell’anno scorso.
Si parte subito con una emozione: il Canale di Corinto. Quattro miglia scavate nell’istmo, pareti rocciose verticali che si alzano fino a 90 metri, e Sweet che avanza lenta in questo corridoio stretto e surreale. Chi l’ha già vissuto vuole rifarlo. Chi lo affronta per la prima volta non lo dimentica.
Dopo il canale entriamo nel Golfo di Corinto, un mare chiuso e relativamente protetto, dove il vento può essere sostenuto ma difficilmente forma un mare estremo. Diverse le soste che meritano:
Galaxidi un piccolo porto dalla storia marinara importante, con bei palazzi neoclassici affacciati sul mare e un’atmosfera tranquilla e autentica. Fu uno dei principali centri nautici della Grecia nel XIX secolo e ancora oggi conserva quel carattere dignitoso e sobrio.
Trizonia l’unica isola abitata del Golfo di Corinto: piccola, verde, raggiungibile solo in barca. Ha un porticciolo protetto, qualche taverna, e una quiete difficile da trovare altrove. Ideale per una notte all’ancora o in banchina lontano da tutto.
Poi c’è Lepanto, Nafpaktos in greco, e trovare posto nel suo porto veneziano, come abbiamo avuto modo di fare l’anno scorso, è uno dei piccoli desideri di questa tappa. Le mura che scendono a semicerchio dalla rocca fino al mare, la torre circolare all’ingresso del porto, il borgo storico alle spalle: è una delle perle meglio conservate del Mediterraneo, e fa una certa impressione pensare che proprio qui nel 1571 si combatté la più grande battaglia navale dell’era moderna.
Lasciamo il Golfo di Corinto passando sotto il Ponte Rion-Antirion, uno dei ponti strallati più lunghi del mondo con i suoi quasi tre chilometri. Visto dal mare, da sotto, è uno spettacolo.
Da qui puntiamo verso ovest, con una probabile sosta a Mesolongi, città simbolo della resistenza greca durante la guerra d’indipendenza, nota anche per essere il luogo in cui morì Lord Byron, prima dell’ultima navigazione verso Cefalonia.
Su Instagram https://www.instagram.com/sailingyacht_sweet/ trovate alcuni reel che raccontano l’equivalente tappa dell’anno scorso
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